Dopo un impianto dentale fallito (o rimosso), una delle domande più comuni è: “Quanto devo aspettare prima di mettere un nuovo impianto?”
La risposta corretta è: dipende dal motivo del fallimento, dallo stato dell’osso e dalla presenza (o meno) di infezione. In alcuni casi si può reimpiantare subito, in altri è più sicuro aspettare alcuni mesi.
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1) Reimpianto immediato (lo stesso giorno)
È il caso in cui l’impianto viene rimosso e, nella stessa seduta, se ne inserisce uno nuovo.
Quando può essere possibile:
Quando di solito non è indicato:
2) Reimpianto precoce (dopo alcune settimane)
Si aspetta una prima guarigione dei tessuti molli e una stabilizzazione dell’infiammazione.
Quando è utile:
3) Reimpianto differito (dopo 3 mesi o più)
È lo scenario più comune quando il fallimento è legato a infezione o a perdita ossea.
Quando è spesso la scelta migliore:
In questi casi, il tempo serve per guarire e, se necessario, per far maturare l’osso rigenerato.
Presenza di infezione
Se il fallimento è associato a infezione, il sito va decontaminato e stabilizzato. Reimpiantare troppo presto può aumentare il rischio di un secondo fallimento.
Quantità di osso residuo
Se dopo la rimozione c’è osso sufficiente, i tempi possono accorciarsi. Se l’osso è poco, spesso serve rigenerazione e quindi più attesa.
Necessità di rigenerazione ossea
La rigenerazione (quando indicata) richiede un periodo di guarigione prima di inserire un nuovo impianto, per aumentare la prevedibilità.
Zona (estetica vs posteriore) e carichi
Nelle zone estetiche anteriori si tende a essere più prudenti per ottenere un risultato stabile anche dal punto di vista gengivale. Nei settori posteriori, la gestione dei carichi è cruciale.
Fattori del paziente
Questi fattori possono influenzare la scelta dei tempi e del protocollo.
Aspettare non significa restare senza denti. In base alla situazione, si può prevedere:
La scelta dipende dalla zona, dall’estetica e dalla stabilità dei tessuti.
Se il fallimento riguarda più impianti o una riabilitazione completa, a volte è più efficace riprogettare la soluzione complessiva (ad esempio con una full-arch tipo All-on-4 o All-on-6), quando indicato.
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Dipende da infezione e osso residuo. In alcuni casi si reimpianta subito; più spesso si attende settimane o mesi.
Spesso sì, ma prima bisogna controllare l’infezione e valutare la perdita ossea. La pianificazione è fondamentale.
Di solito sì, perché serve un periodo di guarigione. Ma può aumentare molto la prevedibilità del reimpianto.
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