Sì, nella maggior parte dei casi un impianto fallito può essere sostituito. Ma non esiste una risposta “uguale per tutti”: prima bisogna capire perché è fallito e quanta stabilità/quantità di osso è rimasta.
L’obiettivo non è “rimettere una vite” il prima possibile: l’obiettivo è ripartire in sicurezza per ottenere un risultato stabile e duraturo.
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La sostituzione funziona bene quando si elimina la causa che ha portato al problema. Le cause più comuni sono:
Capire la causa cambia completamente il piano: tempi, necessità di rigenerazione e tipo di impianto/protesi.
Di solito il percorso include:
1) Visita e valutazione clinica
2) Radiografie e (spesso) CBCT
La CBCT è utile per valutare:
3) Valutazione dei fattori di rischio
Dipende da quanto è “pulito” il sito e da quanta perdita ossea c’è.
Opzione A — Reimpianto immediato (stesso giorno)
È possibile solo in casi selezionati, ad esempio quando:
Vantaggio: tempi più rapidi. Limite: non è sempre la scelta più sicura.
Opzione B — Reimpianto precoce (dopo alcune settimane)
Si aspetta una prima guarigione dei tessuti molli e una riduzione dell’infiammazione.
Opzione C — Reimpianto differito (dopo 3–6 mesi o più)
È l’approccio più comune quando:
In questi casi, “aspettare” non significa perdere tempo: significa creare le condizioni per far durare il nuovo impianto.
Non sempre, ma è frequente.
Quando può servire
Cosa cambia con la rigenerazione
La scelta dipende dal difetto, dalla zona (anteriore/posteriore) e dal tipo di riabilitazione.
Non esiste “l’impianto migliore in assoluto”. Il clinico può valutare:
In alcuni casi complessi, possono essere indicate tecniche avanzate (ad esempio impianti zigomatici per specifiche situazioni mascellari), ma solo dopo diagnosi completa.
Se il reimpianto non è indicato, ci sono alternative valide.
1) Ponte su denti naturali
Opzione possibile se i denti vicini sono sani e adatti a supportare un ponte.
2) Protesi rimovibile
Soluzione più semplice in alcuni casi, soprattutto se si vuole evitare chirurgia.
3) Soluzioni full-arch (All-on-4 / All-on-6)
Se il problema riguarda più impianti o una riabilitazione completa, può essere più razionale riprogettare tutto con una soluzione full-arch, quando indicata.
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Un fastidio nei primi giorni può essere normale. Dolore forte, pus, febbre o gonfiore crescente vanno segnalati subito.
Non necessariamente. Se si identifica e si corregge la causa (infezione, carico, igiene, fattori di rischio), il reimpianto può essere molto prevedibile.
Dipende dal caso: presenza di infezione, necessità di rigenerazione, tipo di protesi. Il dentista definisce un piano con tappe e tempi realistici.
Incluso: consultazione, piano di trattamento, alloggio, transfer, assistenza dedicata